In questo periodo ci stiamo addentrando nella stagione più affascinante ma sicuramente anche più difficile per la pesca alla carpa : l’inverno.
L’inverno è la croce e delizia per noi carpisti, infatti per molti (compreso il sottoscritto) è una vera e propria sfida sia con le carpe, che in questo periodo sono particolarmente difficili da catturare, sia con le vecchie teorie dei nostri nonni, che credevano che in questo periodo le carpe fossero in letargo, quindi che non si alimentassero, inoltre gli spettacolari scenari naturali che ci riserva l’inverno valgono in se il prezzo di essere sotto una tenda ad attendere una partenza con diversi gradi sotto lo 0 C°. Per molti altri invece non vale la pena spendere giorni in riva a laghi o fiumi con temperature rigide, a volte troppo, per cercare una cattura che, secondo loro, troppo spesso non arriva.
Partiamo dicendo che in inverno la pesca si complica notevolmente, quindi sarà piuttosto difficile fare sessioni con catture multiple, soprattutto in determinati specchi d’acqua ( vedremo in seguito quali). Sicuramente con i giusti metodi possiamo catturare, e, spesso, anche esemplari di buona taglia, che sembrano più attivi rispetto alle carpe di peso inferiore, visto che quest’ultime hanno un fabbisogno di cibo minore alla altre, quindi si possono permettere di limitare gli spostamenti alla ricerca di alimento.
Per catturare in inverno dobbiamo tener conto di tre fattori che, sono importanti anche nelle altre stagioni, ma lo sono particolarmente in questo periodo in cui ogni errore lo possiamo pagare con un duro cappotto, i tre punti fondamentali sono: la conoscenza delle abitudini delle carpe in un determinato ambiente, questo ci permette di pescare negli specchi d‘acqua e negli spot più prolifici, l’approccio di pesca, quindi lenze, terminali, pasturazione ecc. e ultimo ma non per importanza l’esca che utilizziamo.
Passiamo ora ad analizzare i tre punti.
Abitudini del pesce
In inverno come abbiamo accennato, i pesci subiscono un progressivo rallentamento del loro metabolismo quanto più si abbassa la temperatura dell’acqua, questo fa si che i loro spostamenti siano sempre più brevi e volti a svolgere le funzioni essenziali dell’organismo, come la ricerca di cibo, di ossigeno e di zone con acqua più calda (a volte anche di 1 solo C°).
Per spiegare piuttosto dettagliatamente le abitudini delle carpe in questa stagione, è utile partire dividendo le acque correnti da quelle ferme che a loro volta dividiamo in acque con profondità modeste e acque con profondità maggiori. Abbiamo fatto questa scissione perché nelle tre diverse tipologie di ambienti, assistiamo a tre diversi comportamenti da parte dei pesci.
Possiamo affermare che le acque correnti subiscono una diminuzione della temperatura meno brusca rispetto a quelle ferme, e questo è dovuto proprio al moto dell’acqua che fa si che sia meno sensibile alle temperature esterne (questo accade anche in estate quando le acque restano relativamente fresche). E’ logico quindi che maggiore è la velocità della corrente minore è la sensibilità alla temperatura dell’aria.
Fatta questa premessa appare chiaro che nei fiumi di una certa portata, le carpe restano attive normalmente per una buona parte dell’inverno. Con la diminuzione graduale della temperatura, i pesci tendano a raggrupparsi vicino alle buche profonde a filo corrente, dove trovano qualche C° in più rispetto alle altre zone, così, in caso di piene del fiume, possono rimanere in queste aree con il minor sforzo possibile, visto che durante la stagione fredda come dicevamo il metabolismo tende a rallentarsi gradualmente non permettendoli più grandi sforzi, inoltre il fatto di trovarsi vicino al flusso principale dell‘acqua gli permette una garanzia di cibo con spostamenti molto brevi. Sono sempre preferiti i fondali piuttosto morbidi, dove spesso le carpe si adagiano cercando una sorta di protezione dal freddo. Zone con ostacoli sommersi come legnaie o grossi massi che rompono la forza della corrente sono quasi sempre ottimi spot per l’inverno.
Il problema principale di questi ambienti è la pesca nella parte finale dell’inverno, quando le prime giornate miti sciolgono le nevi in montagna. Le acque che ne derivano sono ghiacce e molto trasparenti, dai piccoli ruscelli in quota arrivano fino ai fiumi più grossi, facendo abbassare la temperatura dell’acqua di molti gradi, bloccando quasi del tutto l’attività dei pesci. In queste condizioni è difficilissimo catturare, e fino a primavera inoltrata difficilmente cambierà qualcosa.
Il discorso è molto diverso invece nelle acque ferme con fondali bassi. Qui la pesca si complica già con l’arrivo dei primi freddi, che fanno abbassare repentinamente la temperatura dell’acqua, rallentando fin da subito l’attività dei pesci. Cercare fortuna in questi ambienti non è cosa facile in inverno, soprattutto nella prima parte della stagione, quando le carpe sono sazie dalle abbondanti mangiate autunnali che, con i grassi accumulati, gli permettono di affrontare appunto questi periodi. I pesci sicuramente si ammucchiano nelle zone più profonde e fangose, dove gli sbalzi termici sono minori, ma raramente anche se peschiamo in questi settori avremo qualche abboccata , sembra davvero difficile interessare le carpe con i nostri inneschi, a parte in acque veramente molto popolate dove la competizione alimentare è forte. Con il trascorrere dell’inverno i pesci finiscono le scorte di grasso accumulato, e iniziano piano piano a cercare zone dove reperire un po’ di cibo, questo accade soprattutto nelle giornate soleggiate, o in caso di venti di scirocco, che scaldano di qualche grado le acque più basse, qui infatti non è raro trovare carpe che si alimentano e si godono la temperatura più mite.Una giornata soleggiata, può far uscire allo scoperto anche molti animaletti acquatici (gamberi, vermi ecc.), per questo con tutta probabilità le carpe pattuglieranno le zone d’acqua bassa anche durante la notte. Questo fenomeno avviene soprattutto nella seconda parte dell’inverno, ma, a seconda della stagione, può capitare anche prima … Con queste condizioni catturare non è più così difficile!!!
Nelle acque profonde i pesci risentono più tardi dell’arrivo della stagione fredda, così se peschiamo a ridosso di buche o ostacoli sommersi, abbiamo buone probabilità di catture fino a quando l’acqua gradualmente si raffredda fino a raggiungere temperature proibitive (5-6 C°). Questo fenomeno avviene ogni anno in tempi diversi a seconda del clima, però possiamo dire che mediamente fino a metà inverno le probabilità di cattura sono buone.
In queste acque quando la temperatura scende fino a toccare la soglia sopra citata, la lotta si fa veramente dura, anche perché per riscaldare di nuovo una colonna d’acqua importante occorre un bel po’ di tempo, e spesso accade già durante la primavera.
Nel caso ci siano uno o più immissari in un lago, è importante considerare che fino a che le nevi non si sciolgono sono ottimi spot, in quanto apportano cibo, ossigeno e una temperatura dell’acqua costante, che in certi periodi è più calda di quella del lago, soprattutto quando la temperatura esterna è molto bassa.
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Uploaded with Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Uploaded with Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
A volte la temperatura scende molto sotto gli 0 gradi...
Approccio di pesca
Viste le difficoltà di cattura durante l’inverno, è fondamentale avere certe accortezze che sono utili anche negli altri periodi, ma durante questa stagione sono sicuramente la chiave del successo.
Partendo dalla presentazione generale della montatura, sarà sicuramente importante tenere la lenza ben adagiata sul fondo, in modo che se qualche pesce decide di alimentarsi nei nostri settori, non incontri un grosso filo teso che lo insospettisca, sicuramente l’uso di un buon lead-core farà al caso nostro, inoltre aggiungere un piccolo piombo scorrevole sulla lenza madre che tiene altri centimetri di filo sul fondo, scaccerà tutti i pensieri. In questo periodo sono sconsigliati gli affonda filo, in quanto spesso durante l’inverno le abboccate sono molto delicate, e l’utilizzo di questi accessori possono farci ritardare la ferrata.
I terminali sono consigliati corti e costruiti con materiali morbidi, il motivo è molto semplice, le carpe come abbiamo detto sono rallentate, e spesso si alimentano molto lentamente, limitando anche gli spostamenti. Il ruolo del terminale è quindi quello di dare il minor spazio di movimento possibile con l’amo in bocca alla carpa (per questo, terminali di 15cm andranno bene), inoltre l’utilizzo di filati morbidi garantirà libertà di movimento al nostro innesco anche nel caso di aspirate molto lente da parte del pesce. Per quest ’ ultimo motivo è utile avere sul rig inneschi ben bilanciati, che siano composti da boilies o granaglie, l’importante è che alla minima aspirazione della carpa si stacchino dal fondo con facilità finendo in bocca al pesce.
Altro punto importante è la pasturazione. Sono stati scritti fiumi di articoli in merito, e ognuno ha il suo punto di vista, certo è che per avere buoni risultati in caso di pasturazione preventiva, il lavoro deve essere iniziato in autunno, quando le carpe sono più attive, per poi proseguire con la stessa frequenza, ma dimezzando le dosi di boilies e limitando l’uso di granaglie, cercando di concentrare la pasturazione nei soli hot spot, senza disperdere esche nelle aree dove non abbiamo intenzione di pescare in futuro.
Per quanto riguarda invece la pasturazione in pesca, quando non abbiamo preparato prima il posto, il consiglio è di pasturare poco e solo vicino al terminale, per questa operazione ci viene in contro il PVA che ci garantisce un risultato perfetto. Solamente nel caso di sessioni di molti giorni o settimane è fruttuosa una pasturazione più abbondante, con lo scopo di condizionare il pesce sul nostro settore.
Esche per l’inverno
Partiamo facendo una premessa. Abbiamo detto che le carpe durante la stagione fredda hanno il metabolismo rallentato, e i loro brevi spostamenti sono volti alla ricerca di cibi che gli diano un buon apporto nutritivo. Da questo breve discorso capiamo che le granaglie in questa stagione svolgono un ruolo secondario rispetto alle boilies, che sono molto più complete da un punto di vista nutrizionale e allo stesso tempo ben digeribili (se si tratta di boilies di buona qualità)
Disporre di palline fatte con un buon birdfood, è quanto di meglio si può chiedere, infatti il pesce ha bisogno di trovare cibo da convertire in energia con il minimo sforzo, e questo tipo di mix ha proprio questa caratteristica. Per aumentare ancora di più l’attrazione del mix in questione, possiamo aggiungere spezie miste all’interno di esso, questo può garantirci una marcia in più in questo periodo visto che le spezie sono ottimi attrattori e aiutano la digestione. Attenzione però a non esagerare, bastano 30-40 grammi per kg di mix per ottenere un ottimo risultato, dosaggi molto maggiori rischiano di avere un effetto repellente. Anche le farine di pesce se usate nei giusti quantitativi sono molto efficaci, e oltre a garantire una buona attrazione, hanno un buon apporto nutritivo. Fino a qualche anno fa erano sconsigliate tali farine in inverno, perché erano considerate poco digeribili, invece con il passare del tempo sono state rivalutate anche in onore dell'arrivo di diversi prodotti facilmente digeribili o addirittura predigeriti. E’ comunque meglio non esagerare nel dosaggio, e l’introduzione in questo periodo è consigliata attorno a 50-150 g per kg. Per quanto riguarda gli aromi da utilizzare, sono preferibili se sono disciolti in solventi alcolici, che garantiscano una buona solubilità anche con acque fredde. All'aroma possiamo abbinare con fiducia un olio essenziale, che, se utilizzato nella giusta dose, marca molto il sapore dell’esca rendendola efficace in tutte le stagioni, ed un dolcificante.
Anche affidarsi alle ready made può essere una scelta giusta, ammesso di acquistare quelle giuste. Mai come in questo periodo è indispensabile affidarsi ad ottimi prodotti, meglio spendere 2 euro di più ma scegliere palline di qualità. Personalmente quando utilizzo le ready made in inverno non ho dubbi, o fresh salmon and black pepper oppure trilogy frost.
Il diametro dell’esca è da preferire sotto i venti millimetri per le pescate nei posti non pasturati preventivamente, questo perché sono più attrattive di quelle di grosso diametro, mentre nei luoghi già preparati si possono utilizzare palline anche di 24/26 mm .
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Uploaded with Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Alcuni pastoncini secchi speziati, sempre presenti nelle mie boilies invernali....
Conclusione
In inverno catturare non è cosa facile, ma se mettiamo in pratica i metodi visti finora ci possiamo togliere delle belle soddisfazioni. Ogni cattura in questa stagione ha un sapore speciale, che sia 3 kg o che sia 30, perché i risultati non vengono a caso, ed ogni partenza è il frutto di una scrupolosa azione di pesca che non lascia niente al caso … provare per credere!!!
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Uploaded with Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. |
Una bella cattura invernale... una soddisfazione immensa!!!